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Marco Michelini | 26 maggio 2011

Caesari renuntiatur Helvetiis esse in animo per agrum Sequanorum et Haeduorum iter in Santonum fines facere, qui non longe a Tolosatium finibus absunt, quae civitas est in provincia. Id si fieret, intellegebat magno cum periculo provinciae futurum ut homines bellicosos, populi Romani inimicos, locis patentibus maximeque frumentariis finitimos haberet. Ob eas causas ei munitioni quam fecerat T. Labienum legatum praeficit; ipse in Italiam magnis itineribus contendit duasque ibi legiones conscribit et tres, quae circum Aquileiam hiemabant, ex hibernis educit et, qua proximum iter in ulteriorem Galliam per Alpes erat, cum his quinque legionibus ire contendit. Ibi Ceutrones et Graioceli et Caturiges locis superioribus occupatis itinere exercitum prohibere conantur. Compluribus his proeliis pulsis ab Ocelo, quod est oppidum citerioris provinciae extremum, in fines Vocontiorum ulterioris provinciae die septimo pervenit; inde in Allobrogum fines, ab Allobrogibus in Segusiavos exercitum ducit. Hi sunt extra provinciam trans Rhodanum primi.

 

 

A Cesare venne riferito nuovamente che Gli Elvezi avevano in animo di marciare, attraverso il territorio dei Sequani e degli Edui, verso il territorio dei Santoni, stanziati non lontano dai confini dei Tolosani, popolazione appartenente alla nostra provincia. Cesare capiva che, se ciò fosse accaduto, avrebbe costituito un grave pericolo per la provincia stessa avere come confinanti uomini tanto bellicosi e nemici del popolo romano, in pianure estese e ricchissime di grano. Perciò mise a capo delle fortificazioni che aveva fatto il suo luogotenente Tito Labieno, ed egli si recò in Italia a tappe forzate; lì arruolò due legioni e ne richiamò tre dai quartieri invernali presso Aquileia; quindi, attraverso il valico alpino più vicino, mosse con queste cinque legioni verso la Gallia Ulteriore. Qui i Ceutroni, i Graioceli e i Caturigi, che avevano occupato le alture, tentarono di ostacolare l’avanzata dell’esercito. Cesare li respinse in parecchi combattimenti, e il settimo giorno, da Ocelo, ultima roccaforte della provincia citeriore, giunse nel territorio dei Voconti, nella provincia ulteriore. Di là condusse l’esercito fra gli Allobrogi, e dagli Allobrogi fra i Segusiavi, il primo popolo esterno alla provincia del Rodano.

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