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Marco Michelini | 26 maggio 2011

Relinquebatur una per Sequanos via, qua Sequanis invitis propter angustias ire non poterant. His cum sua sponte persuadere non possent, legatos ad Dumnorigem Haeduum mittunt, ut eo deprecatore a Sequanis impetrarent. Dumnorix gratia et largitione apud Sequanos plurimum poterat et Helvetiis erat amicus, quod ex ea civitate Orgetorigis filiam in matrimonium duxerat, et cupiditate regni adductus novis rebus studebat et quam plurimas civitates suo beneficio habere obstrictas volebat. Itaque rem suscipit et a Sequanis impetrat ut per fines suos Helvetios ire patiantur, obsidesque uti inter sese dent perficit: Sequani, ne itinere Helvetios prohibeant, Helvetii, ut sine maleficio et iniuria transeant.

 

 

Agli Elvezi restava solo la strada attraverso le terre dei Sequani, impercorribile però senza il loro consenso, tanto era stretta. Non potendo da soli persuadere costoro, mandarono degli emissari all’Eduo Dumnorige, per ottenere con la sua intercessione il permesso dei Sequani. Dumnorige aveva grande influenza su questi ultimi per il suo prestigio e le sue elargizioni, oltre ad essere amico degli Elvezi per avere preso in moglie una loro connazionale, figlia di Orgetorige. La brama di potere lo spingeva poi a cercare novità politiche e desiderava tenere legati a sé, mediante favori, il maggior numero possibile di popoli. Per tali motivi egli accettò l’incarico ed ottenne dai Sequani che lasciassero passare per il proprio territorio gli Elvezi; perfezionò anche uno scambio di ostaggi fra i due popoli: perché i Sequani non ostacolassero gli Elvezi durante la loro marcia, e gli Elvezi non provocassero offese e danni.

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