Zoom
Cerca
Marco Michelini | 4 aprile 2012

[16] Interim cotidie Caesar Haeduos frumentum, quod essent publice polliciti, flagitare. Nam propter frigora [quod Gallia sub septentrionibus, ut ante dictum est, posita est,] non modo frumenta in agris matura non erant, sed ne pabuli quidem satis magna copia suppetebat; eo autem frumento quod flumine Arari navibus subvexerat propterea uti minus poterat quod iter ab Arari Helvetii averterant, a quibus discedere nolebat. Diem ex die ducere Haedui: conferri, comportari, adesse dicere. Ubi se diutius duci intellexit et diem instare quo die frumentum militibus metiri oporteret, convocatis eorum principibus, quorum magnam copiam in castris habebat, in his Diviciaco et Lisco, qui summo magistratui praeerat, quem vergobretum appellant Haedui, qui creatur annuus et vitae necisque in suos habet potestatem, graviter eos accusat, quod, cum neque emi neque ex agris sumi possit, tam necessario tempore, tam propinquis hostibus ab iis non sublevetur, praesertim cum magna ex parte eorum precibus adductus bellum susceperit; multo etiam gravius quod sit destitutus queritur.

 

Intanto Cesare chiedeva ogni giorno agli Edui il grano che gli avevano promesso ufficialmente. Infatti, a causa del freddo – dato che la Gallia, come già si è detto, è situata a settentrione – non solo il frumento nei campi non era ancora maturo, ma non c’era neppure una quantità sufficiente di foraggio. Del grano, poi, che aveva fatto portare su con le barche risalendo l’Arar, Cesare non poteva far uso, giacché gli Elvezi si erano allontanati dal fiume ed egli non voleva perderne il contatto. Gli Edui rimandavano da un giorno all’altro: dicevano che il grano lo stavano raccogliendo, che era già in viaggio, che stava per arrivare. Quando si rese conto che s’andava per le lunghe e che incombeva il giorno in cui bisognava distribuire il frumento ai soldati, Cesare convocò i principi degli Edui, presenti in buon numero nell’accampamento; tra di essi c’erano Diviziaco e Lisco; costui era il magistrato che riveste la carica più alta – che gli Edui chiamano il “vergobreto” – ed è eletto annualmente ed ha potere di vita e di morte sui suoi concittadini. Cesare li accusò duramente di non ricevere da loro alcun soccorso, proprio quando il grano non poteva né comprarlo, né prenderlo dai campi, in un momento così critico e con il nemico così vicino, tanto più che aveva intrapreso la guerra spinto soprattutto dalle loro preghiere. Perciò, si lamentò ancor più pesantemente di essere stato abbandonato senza risorse.

Lascia un commento. Se vuoi che appaia il tuo avatar, devi registrarti su Gravatar

Devi essere collegato per lasciare un commento.