1) LINEA BIOGRAFICA – 2) L’OPERA POETICA
Linea Biografica
Emilio Praga nacque a Gorla, allora alla periferia di Milano, il 26 dicembre 1839, in una famiglia discretamente agiata. Il padre, Giuseppe, era proprietario di una conceria di pelli e coltivava interessi letterari; la madre, Annetta, frequentava alcuni dei più importanti salotti della società culturale milanese. In questo ambiente Praga ebbe modo di conoscere precocemente scrittori e artisti destinati a svolgere un ruolo significativo nella cultura lombarda della seconda metà dell’Ottocento, tra i quali Cletto Arrighi, Giuseppe Rovani, Arrigo Boito e Igino Ugo Tarchetti.
Prima ancora della poesia, la sua vocazione fu la pittura, tanto che interruppe gli studi regolari per dedicarsi all’arte. L’agiatezza familiare gli consentì inoltre di compiere numerosi viaggi in Europa, esperienze che avrebbero lasciato una traccia significativa anche nella sua produzione artistica e letteraria. Nel luglio del 1857 soggiornò a Interlaken; l’anno successivo attraversò la Riviera ligure e raggiunse Avignone e Nîmes, proseguendo poi attraverso la Francia fino alla Normandia e alla Bretagna. Viaggiò anche nelle Fiandre, fermandosi a Dunkerque, e in Olanda. Le impressioni raccolte durante questi soggiorni alimentarono soprattutto la sua attività pittorica, che Praga continuò a coltivare per circa un decennio, partecipando alle annuali Esposizioni di Belle Arti di Brera dal 1859 al 1870.
Nell’aprile del 1859 rientrò in Italia attraversando il Giura svizzero e trascorse l’estate in Valle Strona, sopra Omegna. A questo periodo e a questi luoghi è legata l’ambientazione delle Memorie del presbiterio. Scene di provincia, romanzo rimasto incompiuto e successivamente portato a termine dall’amico Roberto Sacchetti.
Nel 1862 Praga pubblicò a proprie spese, con particolare cura tipografica, la sua prima raccolta poetica, Tavolozza, composta di cinquanta liriche. Nello stesso anno sposò Annetta Benfereri, dalla quale ebbe l’unico figlio, Marco, destinato in seguito a diventare commediografo.
La situazione familiare ed economica mutò radicalmente nel 1864, quando la morte improvvisa del padre determinò il tracollo del patrimonio. Praga si trovò così in condizioni economiche tali da non poter provvedere autonomamente neppure alla pubblicazione della seconda raccolta poetica, Penombre, uscita a Milano nello stesso anno grazie anche all’aiuto di Cletto Arrighi e di altri amici.
Nel 1865 gli fu affidata la cattedra di letteratura poetica e drammatica presso il Conservatorio di Milano. Il 10 novembre di quell’anno tenne la Prolusione, inaugurando il proprio insegnamento, che tuttavia svolse in maniera discontinua, con frequenti assenze. Alla sua attività presso il Conservatorio si accompagnò una notevole disponibilità nei confronti degli allievi e dei musicisti: Praga scrisse infatti numerosi testi poetici destinati a essere musicati e compose anche versi per altri musicisti, tra cui sette poesie in francese per il cognato Luigi Luzzi.
Nel 1867 pubblicò Fiabe e leggende, terza raccolta poetica, caratterizzata prevalentemente da una poesia narrativa vicina alla tradizione romantica della novella in versi. L’ultima raccolta, Trasparenze, apparve postuma a Torino nel 1878 e presenta un tono generalmente più pacato, lontano dalle asprezze polemiche e dalle più marcate oltranze linguistiche della fase precedente.
Nel frattempo le difficoltà economiche e l’incapacità di adattarsi alla regolarità di un’attività professionale stabile contribuirono a determinare un progressivo deterioramento delle sue condizioni di vita. Praga si avvicinò sempre più all’ambiente delle osterie e all’abuso di alcool, assumendo anche esteriormente alcuni dei tratti della figura del poeta bohémien, che nella cultura scapigliata aveva trovato una delle proprie immagini caratteristiche. Nel 1873 il litigio e la separazione dalla moglie e dal figlio Marco, allora undicenne, aggravarono ulteriormente la sua situazione. Praga morì a Milano nella notte di Natale del 1875, a soli trentasei anni, e fu sepolto nel cimitero di Porta Magenta.
