Marco M. G. Michelini: Il papato nella storia
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Il 29 settembre del 440 venne eletto Papa all’unanimità, dal clero e dal popolo, il diacono Leone, nativo di Volterra, il cui regno occupò interamente il terzo ventennio del V secolo. Con lui il papato raggiunge il suo culmine ed egli merita appieno quell’appellativo di «Grange» che la Chiesa gli ha tributato, non già a
San Leone Magno e l’eresia monofisita Leggi tutto »
Il nuovo Papa, Sisto III, era romano di nascita[1] e la sua elezione avvenne quattro giorni dopo la morte del suo predecessore, e cioè il 31 luglio 432. Sisto era già membro attivo e influente del clero romano sotto papa Zosimo, dal momento che a lui sono indirizzate due lettere di Agostino del 418. La
Sisto III e la pacificazione religiosa dell’Oriente Leggi tutto »
La successione di Bonifacio si svolse in tutta tranquillità e senza contrasti, tanto che il 10 settembre 422 veniva consacrato suo successore il diacono Celestino, nativo della Campania, amico si S. Agostino. Egli diede subito dimostrazione del suo carattere energico, debellando l’ancora diffusa minoranza novaziana e incamerandone le chiese, così da costringerla a compiere le
Celestino I e la controversia nestoriana Leggi tutto »
Appena sepolto Zosimo, i diaconi della Chiesa romana, insieme ad un piccolo gruppo di presbiteri, si barricarono il 27 dicembre nella basilica lateranense ed elessero come successore l’arcidiacono Eulalio, probabilmente greco come il suo predecessore. Il 28 dicembre la grande maggioranza dei presbiteri, con l’appoggio di buona parte del popolo, si radunò in una basilica
Bonifacio I e il consolidamento del vicariato apostolico di Tessalonica Leggi tutto »
Pochi giorni dopo la morte di Innocenzo, venne eletto a succedergli il presbitero Zosimo, greco di nascita e forse discendente da famiglia giudaica[1]. Per spiegare la rapida elezione di un forestiero del quale non si dice che facesse già parte del clero romano, alcuni hanno ipotizzato che fosse già stato indicato dal suo predecessore dietro
Papa Zosimo e la questione pelagiana Leggi tutto »
Dopo la morte di Anastasio venne unanimemente scelto quale Vescovo di Roma Innocenzo. Poco si conosce di quella che fu la sua vita prima dell’elevazione alla Cattedra di Pietro. Il Liber Pontificalis dice che era originario di Albano Laziale e che suo padre si chiamava anch’egli Innocenzo. Secondo Girolamo, invece, egli era figlio di papa
Innocenzo I e il Sacco di Roma Leggi tutto »
A Papa Siricio successe Anastasio I, del quale si hanno solo poche notizie frammentarie proporzionate alla breve durata del suo pontificato[1]. Le lettere di Anastasio che sono pervenute sino a noi riguardano esclusivamente la controversia origeniana, che aveva preso ad agitarsi in Occidente sul finire del pontificato di Siricio, senza che quest’ultimo – nonostante le
Anastasio I e la controversia origeniana Leggi tutto »
A Giulio I, il 17 maggio 352, successe Liberio, al quale toccò affrontare quella non facile situazione. La vittoria dell’Imperatore Costanzo rendeva impossibile il moderarne l’azione nei confronti di Atanasio; e sebbene l’offerta dei vescovi orientali[1] nascondesse chiaramente un tranello, e quindi il tentativo di strappare all’Occidente la condanna di questi, non era più possibile
I Papi Liberio, Damaso e Siricio Leggi tutto »
Molti vescovi orientali, non senza esitazioni e reticenze, avevano accettato il termine “consustanziale”. D’uso a quanto pare normale in Occidente[1], ufficiale in Egitto, dopo l’intimazione di papa Dionigi al vescovo d’Alessandria[2], esso sollevava altrove molte obiezioni. Gli si rimproverava il carattere troppo materiale, se non materialistico[3], nonché l’uso sospetto che ne avevano fatto certi eretici,
La resistenza all’arianesimo: i papi Marco e Giulio I Leggi tutto »