CARLO PORTA

1) LINEA BIOGRAFICA – 2) IL REALISMO MODERNO DEL PORTA – 3) LA SCELTA LINGUISTICA DEL PORTA E IL SUO SIGNIFICATO – 4) LA CULTURA DI CARLO PORTA – 5) LA FORTUNA CRITICA DI CARLO PORTA

 

Linea biografica

Carlo Porta nacque a Milano il 15 giugno 1775. Trascorse l’infanzia nella città natale. Dopo la morte della madre (Violante Gottieri), avvenuta nel 1785, fu mandato in collegio a Monza, dove ricevette la prima istruzione regolare: seguì i corsi di grammatica, di umanità e di retorica con risultati complessivamente brillanti. Rientrato successivamente a Milano, avviò studi giuridici che il padre non gli consentì di portare a compimento. La formazione e la vita di Porta si svolsero prevalentemente all’interno del contesto urbano milanese.

Nel 1796, l’arrivo dei Francesi nella Campagna d’Italia (1796-1797), fece perdere il posto al padre, convinto sostenitore del regime asburgico, e per Carlo venne trovato un lavoro a Venezia, dove restò fino al 1799 insieme ad un fratello.

Nel 1804 venne assunto all’Ufficio del debito pubblico della Milano napoleonica e, dopo il 1815, continuò a lavorare nell’amministrazione durante la Restaurazione austriaca. L’impiego pubblico costituì la sua principale attività professionale e gli garantì una stabilità economica costante, senza tuttavia conferirgli particolare rilievo sociale.

Il 23 agosto 1806 sposò Vincenza Prevosti, di anni ventotto, figlia di un orefice milanese e vedova di Raffaele Arauco, Ministro delle Finanze della Repubblica Cisalpina.. Dal matrimonio nacquero quattro figli. La vita familiare si svolse interamente a Milano e accompagnò, senza particolari eventi pubblici, l’attività lavorativa e letteraria dell’autore.

Porta, comunque, si inserì in un vivace ambiente di relazioni culturali e personali, frequentando circoli intellettuali cittadini e mantenendo rapporti con esponenti della cultura lombarda dell’epoca. La sua produzione poetica si colloca prevalentemente tra il 1804 e il 1820. Tuttavia, per ragioni legate alla censura e al carattere polemico di molti testi, egli pubblicò pochissimo in vita; le sue poesie circolarono soprattutto in forma manoscritta o orale all’interno dell’ambiente cittadino. Solo dopo la sua morte ebbe inizio un lavoro organico di raccolta e pubblicazione dei componimenti, con una prima edizione significativa apparsa nel 1826.

Carlo Porta morì a Milano il 5 gennaio 1821, all’età di quarantacinque anni, in seguito a una breve malattia. Fu sepolto nel cimitero di San Gregorio, successivamente soppresso, e la sua tomba andò dispersa. La sua figura rimase inizialmente legata alla memoria culturale milanese, prima di essere progressivamente valorizzata dalla storiografia letteraria ottocentesca e novecentesca.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Torna in alto