Non parlo mai di te, né dei momenti magici e deliziosi che abbiamo trascorso insieme. Non vengo mai al cimitero per posare un fiore su quella fredda lapide, che non può certo rammentare ad alcuno il calore esaltante che emanava dalla tua persona. Chi ci conobbe e ci vide insieme, chi sapeva di noi, potrebbe credere che io ti abbia dimenticato nell’infinita scia di corpi che hanno attraversato il mio letto. Ma non è così. In quel botto orrendo tu sei uscito dalla vita, ma non te ne sei andato dal mio cuore. Una volta scrissi che tu eri la mia forza. Sarebbe troppo semplice, troppo comodo ricordarti con quelle parole: tu sei stato e sei tutt’ora infinitamente di più.
