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Marco Michelini | 11 maggio 2014

Coetaneo dell’Alighieri, Dino Compagni nacque a Firenze attorno al 1255-1260 da una famiglia guelfa che apparteneva alla ricca borghesia (il cosiddetto “popolo grasso” fiorentino) e che aveva una posizione di primo piano nell’arte di Por Santa Maria – trasformatasi poi in Arte della Seta – e alla quale nel 1269 risultava iscritto col fratello Guiduccio nella matricola. Sempre insieme con Guiduccio egli rinnovò il giuramento all’arte nel 1280 e nel 1286, e più volte nei semestri degli anni tra il 1282 e il 1299 ne fu console. Il Compagni, inoltre, era socio della Confraternita della Madonna di Or S. Michele, sorta nel 1291 in connessione con il diffondersi del culto per un’immagine miracolosa di Maria, addossata a un pilastro della loggia omonima (cfr. Cronica, III, 8, e il sonetto “Una figura della Donna mia” di Guido Cavalcanti), e fu “capitano” di questa confraternita nel 1298. Sposò in prime nozze una Filippa non meglio identificata, dalla quale gli nacquero cinque figli: Niccolò, Ciango, Bartolomeo, Tora, Maddalena, Dina; e in seconde nozze Cecca di Puccio di Benvenuto da Forlì.

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Aggiunto anche all’articolo “Appunti di Letteratura Italiana: Il Trecento“.

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