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Marco Michelini | 8 ottobre 2010

Il Vizio
non è un giovane
meravigliato
che s’accarezza
il pene eretto
offrendo
puerili artifizi
al proprio piacere
Abbiamo troppe colpe
per far d’uno stallone
il capro espiatorio
sull’ara del dio
Il Vizio
non ha una vera casa
che si possa mostrare a dito
ai ragazzi increduli
alle giovani spose
appagate da una notte
di baci perché
anche le labbra
più caste
nascondono a volte
un’insidia
Il Vizio
non se ne va
in giro
vestito di rosso
nell’ora della danza
e del giubilo
ad offrire
trappole per topi
e bocconi avvelenati
ad una Virtù che come
una donna incinta
sforna bambini biondi
senza un lamento
contenta d’avere addosso
l’odore del proprio
lavoro sudato
Il Vizio e la Virtù
s’abbracciano
tra i ciondoli divini
e le sacre reliquie
cercando il mostro
d’oro che si nutre
di sogni s’abbracciano
stanchi delusi e disperati.

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