Tu te ne vai alfine sfuggi allora
a quelle nostre facili promesse
a quella fantasia durata un’ora
che dei miei baci alimentò la messe
Tu fuggi coi miei sogni e a loro attorti
mi rubi pure i doni di una vita
ma incapace d’odiare anche i tuoi torti
m’aggrappo a una carezza inavvertita
Tu fuggi e non mi lasci veste alcuna
nel buio ch’è uno strappo alla natura
celato dal bagliore della luna
che già in un’alba triste trasfigura
Tu fuggi nonostante il mio tormento
ti lascio andare e forse non mi pento.
